Sei diventata un profilo scientifico (dalla serie «Da qui ho visto cosa è accaduto e ho pianto»)
Carrie Mae Weems · 1995–96 · stampa cromogenica con testo sabbiato su vetro
60,7 × 50,7 cm · MoMA, New York
Descrizione testuale
L’opera è costituita da un’immagine fotografica inscritta in una cornice circolare, a sua volta contenuta in una cornice quadrata nera. L’intera fotografia è monocromatica, fortemente virata in una tonalità di rosso. Al centro del cerchio è presente la fotografia di una donna nera nuda dalla vita in su, ripresa di profilo, è rivolta verso destra. La testa è tenuta dritta e lo sguardo è orientato in avanti verso un punto fuori campo, senza incrociare quello dello spettatore. I capelli sono corti. Esattamente al centro della composizione, sovrapposta all’immagine, l’artista ha aggiunto una scritta. Il testo è in maiuscolo e recita le parole che danno il nome all’opera, in inglese, che tradotte in italiano sono: «Sei diventata un profilo scientifico.»
Domande per guardare
Le stesse domande valgono per ogni opera: non sono specifiche di questa, ma soglie per guardarla. Usale liberamente, non tutte né in ordine.
Mentre osservi
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Che cosa noti per primo? Cosa attrae o trattiene il tuo sguardo? Che cosa noti per primo, ascoltando la descrizione? Che cosa attrae o trattiene la tua attenzione?
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Quali dettagli vedi: corpi, posture, oggetti, colori, parole, materiali, spazi, gesti? Tra i dettagli descritti — corpi, posture, oggetti, materiali, spazi, gesti, parole — quali ti colpiscono o ti restano impressi?
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Che cosa resta al centro? Che cosa appare ai margini o fuori campo? Che cosa sta al centro della scena? Che cosa resta ai margini o fuori campo?
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Se questa immagine contribuisce a formare un immaginario, quale immaginario produce? Se quest'opera contribuisce a formare un immaginario, quale immaginario produce?
Guardare le relazioni
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Chi guarda e chi viene guardato?
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Chi viene nominato? Chi resta anonimo?
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Quali corpi appaiono autorevoli, desiderabili, vulnerabili, disponibili, silenziati o invisibili? Quali corpi risultano autorevoli, desiderabili, vulnerabili, disponibili, silenziati o resi invisibili?
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Che cosa cambia se pensiamo all'opera non soltanto come oggetto estetico, ma come documento di rapporti storici e sociali?
Rileggere lo sguardo
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Che cosa cambia quando conosci il contesto dell'opera?
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Quali abitudini visive, categorie o aspettative ti accorgi di portare con te? Quali abitudini percettive (di ascolto e non solo), categorie o aspettative ti accorgi di portare con te?
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Che cosa nell'opera conferma, complica o mette in crisi queste aspettative?
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Quali storie, persone o relazioni non sono immediatamente visibili? Quali storie, persone o relazioni non vengono valorizzate dalla narrazione visiva e restano sullo sfondo?
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C'è una relazione tra il modo in cui un corpo viene rappresentato e le aspettative sociali che lo riguardano?